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Rischio vibrazioni: che cos’è e come gestirlo

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Per valutare e gestire il rischio vibrazioni sul luogo di lavoro, è importante condurre una valutazione dei rischi per identificare le aree di esposizione e prendere le misure necessarie e adeguate a ridurre al minimo l’esposizione alle vibrazioni, proteggendo così la salute dei lavoratori e delle persone coinvolte. Queste misure possono includere l’uso di attrezzature anti-vibrazione, l’adozione di pratiche di lavoro sicure, la rotazione dei compiti per limitare l’esposizione e la formazione dei lavoratori sulle precauzioni da adottare, una manutenzione mirata e dedicata delle attrezzature e strumenti.

Che cos’è il rischio vibrazioni?

Il rischio vibrazioni si riferisce alla possibilità che l’esposizione a vibrazioni meccaniche possa causare danni alla salute e al benessere dei lavoratori. Le vibrazioni possono essere trasmesse al corpo umano attraverso vari mezzi, come attrezzature, macchinari, veicoli o strumenti.

Tipologie di vibrazioni

Il D.Lgs 81/08 (Testo unico sulla sicurezza) prescrive le misure per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche, suddividendo le vibrazioni in diverse tipologie in base alla loro frequenza e alle modalità di trasmissione. Vediamo insieme le principali tipologie di vibrazioni:

  1. Vibrazioni trasmesse alle mani e alle braccia (HAV – acronimo dall’inglese Handarm Vibration): si verificano quando le mani e le braccia di una persona sono in contatto diretto con attrezzature o strumenti che generano vibrazioni, come ad esempio martelli pneumatici, trapani, smerigliatrici angolari o seghe elettriche. L’esposizione prolungata a queste vibrazioni può portare a condizioni come la sindrome delle vibrazioni mano-braccio (SVM), che provoca sintomi come intorpidimento, formicolio, perdita di forza e dolore alle mani e alle braccia e problemi alla circolazione periferica delle articolazioni interessate dalle vibrazioni.
  2. Vibrazioni trasmesse all’intero corpo (WBV – acronimo dall’inglese Whole Body Vibration): si verificano quando l’intero corpo di una persona è in contatto diretto con una superficie vibrante, come ad esempio quando si guida un veicolo su terreni accidentati o lavorare in macchinari che generano vibrazioni o stando in piedi su una attrezzatura, come ad esempio un commissionatore o lavorando presso una postazione di lavoro, la cui pavimentazione vibra. Questo tipo di esposizione può causare effetti sulla salute come disturbi muscolo-scheletrici. Per frequenze alte per esempio lombalgia, discopatie; per frequenze basse disturbi circolatori, disturbi gastrointestinali e disturbi neurologici.

Quali danni può causare?

L’esposizione prolungata e regolare alle vibrazioni può causare effetti negativi sulla salute dei lavoratori esposti. Vediamo quali sono le patologie da vibrazioni:

  • Disturbi muscolo-scheletrici: dolore, rigidità e infiammazione delle articolazioni. Questi disturbi possono colpire principalmente le mani, le braccia, le spalle e la schiena. L’infiammazione delle articolazioni può portare a condizioni come l’artrosi.
  • Sindrome delle vibrazioni mano-braccia (SVM): intorpidimento, formicolio, perdita di forza e dolore alle mani, alle braccia e ai polsi. In casi gravi, può portare a danni permanenti ai nervi e ai vasi sanguigni.
  • Disturbi circolatori – vascolari: le vibrazioni possono influenzare la circolazione sanguigna e causare problemi come il restringimento dei vasi sanguigni e la riduzione del flusso sanguigno alle estremità. Questo può causare la Sindrome di Reynaud, freddo alle mani e ai piedi, o sindrome del dito bianco, pallore e, in casi estremi, ulcere cutanee.
  • Disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, bruciore di stomaco e disturbi digestivi.
  • Disturbi neurologici – neuropatie periferiche: debolezza, dolore, mal di testa, vertigini, disturbi del sonno, affaticamento, irritabilità, formicolio degli arti dovuti a compressione delle terminazioni nervose.
  • Lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori: debolezza, disturbi di tipo cronico – degenerativo, soprattutto a carico di polsi e gomiti

È importante quindi prendere misure preventive per ridurre l’esposizione alle vibrazioni sul luogo di lavoro e adottare pratiche di lavoro sicure per proteggere tutte le persone coinvolte dai danni associati al rischio vibrazioni.

Valutazione del rischio vibrazione

Nella valutazione del rischio dovrò anche considerare tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra vibrazioni e rumore, sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; gli effetti delle vibrazioni intermittenti ed urti ripetuti sull’integrità fisica e sulla salute dei lavoratori esposti; condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature o l’umidità elevata; gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili alle vibrazioni con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori.

È importante coinvolgere esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro per condurre una valutazione del rischio vibrazioni accurata e adottare le misure preventive appropriate per proteggere la salute dei lavoratori:

  1. identificare le fonti di vibrazioni: attrezzature, macchinari, processi di lavoro che generano vibrazioni sul luogo di lavoro, come strumenti manuali, veicoli, macchine industriali;
  2. misurare l’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni, sia sulle attrezzature e strumenti, sia sul corpo dei lavoratori stessi;
  3. valutare l’esposizione, confrontando i dati di misurazione con i limiti di esposizione riconosciuti per le vibrazioni, a seconda della normativa vigente;
  4. classificare il rischio vibrazione in base ai livelli di esposizione e ai potenziali danni per la salute dei lavoratori;
  5. implementare misure per ridurre l’esposizione alle vibrazioni e mitigare i rischi identificati, come per esempio l’adozione di tecniche di lavoro sicure, la rotazione dei compiti, l’introduzione di programmi di manutenzione delle attrezzature e delle pavimentazioni, la fornitura di DPI (Dispositivi di protezione individuali) appropriati;
  6. monitorare regolarmente l’esposizione alle vibrazioni e rivedere la valutazione del rischio per assicurare che le misure preventive siano effettivamente efficaci e che i livelli di esposizione siano adeguati.
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Come misurare il livello di esposizione?

Viene utilizzato come strumenti un accelerometro che misura il livello di accelerazione lungo i tre assi, x, y, z, permettendo di ottenere il valore di accelerazione equivalente, cioè il valore medio che tiene conto delle variazioni di frequenza e di intensità delle vibrazioni durante il tempo di misura. La misurazione delle vibrazioni si ottiene applicando un sensore all’impugnatura o al sedile/pavimento dell’attrezzatura (misurazione HAV o WBV)

Occorre inoltre precisare che:

  • la valutazione del rischio deve essere rivista oltre che ad ogni cambiamento dell’attività o delle attrezzature, in ogni caso obbligatoriamente ogni 4 anni;
  • le misurazioni dell’esposizione alle vibrazioni devono essere svolte da personale qualificato, con strumenti certificati e tarati periodicamente;
  • sul manuale di uso e manutenzione di tutte le attrezzature di lavoro è sempre obbligatoriamente riportato (ai sensi della direttiva macchine) il valore di esposizione alle vibrazioni; pertanto, già in sede di scelta/acquisto di una attrezzatura è possibile valutare preventivamente l’esposizione dei lavoratori in modo da lavorare sulla prevenzione;
  • i Dispositivi di protezione individuali (DPI), quali i guanti anti-vibrazione, oltre a risultare abbastanza ingombranti e scomodi risultano efficaci solo a determinate frequenze delle vibrazioni, pertanto non sono sempre validi;
  • i sistemi anti-vibrazione a corpo intero (ad esempio il sedile molleggiato, silent-block di separazione fisica tra sedile e telaio, etc) sono un buon sistema di tipo tecnico per ridurre le vibrazioni.
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