L’integrazione tra la Direttiva NIS2 e la ISO 9001 rappresenta un’opportunità strategica per le aziende che rientrano nel campo di applicazione della NIS 2 e vogliono combinare gestione della qualità e sicurezza informatica. Questo approccio integrato permette di ottimizzare i processi interni, migliorare la resilienza alle minacce informatiche e garantire la conformità normativa.
Requisiti trasversali: come integrare le due normative?
La NIS2 e la ISO 9001 condividono obiettivi chiave, come la gestione dei rischi e il miglioramento continuo. Ad esempio, il requisito 5.3 della ISO 9001 richiede che ruoli, responsabilità e autorità siano chiaramente definiti, un aspetto cruciale anche per la NIS2.
Un’Organizzazione che sviluppa un sistema di gestione secondo la norma ISO 9001 può estendere ad esempio le descrizioni delle mansioni per includere le responsabilità specifiche legate alla sicurezza informatica. Ad esempio, il CISO (Chief Information Security Officer) può essere incaricato di monitorare l’efficacia delle misure di sicurezza implementate.
Vediamo insieme i primi step:
- il primo passo consiste nel condurre un’analisi delle lacune (gap analysis) per identificare i punti di convergenza tra la Direttiva NIS2 e la ISO 9001. Verificare se il sistema di gestione della qualità (SGQ) già implementato includa già procedure e processi per la gestione dei requisiti di sicurezza informatica richiesti dalla NIS2, come ad esempio specifiche procedure per la gestione degli incidenti o la formazione continua del personale;
- creare un sistema di gestione integrato che includa i processi della ISO 9001 e le misure richieste dalla NIS2, come: i) Governance della sicurezza informatica. ii) Monitoraggio e valutazione delle performance del SGQ e delle misure di sicurezza. iii) Implementazione di procedure per la risposta agli incidenti informatici;
- definire ruoli chiari per la gestione di qualità e sicurezza informatica, come ad esempio la nomina di un responsabile della sicurezza informatica (CISO o equivalente) e la supervisione da parte dell’alta direzione per garantire l’efficacia delle misure implementate.
Formazione del personale
La formazione è uno degli aspetti più rilevanti sia per la Direttiva NIS2 che per la ISO 9001. Mentre quest’ultima si concentra sulla competenza e consapevolezza del personale in relazione ai processi, la NIS2 amplia l’ambito includendo una formazione strutturata per affrontare le minacce informatiche. Questo approccio non solo migliora la preparazione tecnica, ma costruisce una cultura aziendale resiliente contro i rischi informatici.
Un piano di formazione potrebbe includere workshop trimestrali su temi come il phishing, la gestione sicura delle password e l’uso della crittografia. Inoltre, le aziende potrebbero utilizzare simulazioni di attacchi informatici per valutare il livello di consapevolezza del personale.
Alcuni principi per una formazione efficace includono:
- formazione periodica: il personale deve ricevere una formazione regolare e continuativa. Questo è essenziale per garantire che le risorse siano sempre aggiornate sui nuovi rischi e sulle tecniche di attacco emergenti;
- temi di formazione specifici: la formazione deve coprire: i) rischi derivanti da phishing e ingegneria sociale: simulazioni pratiche di attacchi per insegnare al personale come riconoscere e rispondere a tentativi di frode; ii) igiene informatica di base: pratiche come la gestione sicura delle password, l’uso di connessioni sicure e la protezione dei dispositivi aziendali; iii) gestione delle vulnerabilità: identificazione, comunicazione e mitigazione delle vulnerabilità nei sistemi aziendali; iv) risposta agli incidenti: procedure per gestire in modo efficace un attacco informatico, ridurre i danni e ripristinare rapidamente la normalità.
- formazione supervisionata: la formazione deve essere supervisionata dall’organo direttivo o da figure di alto livello nell’organizzazione, per garantirne la qualità e la rilevanza strategica
- inclusività della formazione: non solo i dipendenti diretti devono essere coinvolti, ma possono essere coinvolti anche collaboratori, consulenti e fornitori che possono influenzare la sicurezza informatica aziendale.
Un programma di formazione in linea con la NIS2 potrebbe includere:
- corsi introduttivi: per i nuovi assunti, un focus su pratiche di base come evitare il phishing, proteggere i dispositivi e rispettare le politiche di sicurezza aziendali;
- aggiornamenti trimestrali: sessioni per tutti i dipendenti sulle ultime minacce informatiche e sulle modifiche normative rilevanti;
- esercitazioni simulate: attacchi simulati, come tentativi di phishing, per testare la prontezza del personale;
- sessioni specifiche per ruolo: formazione mirata per figure chiave come amministratori di sistema, responsabili IT e dirigenti, con un focus su sicurezza avanzata e gestione strategica delle minacce.
Per rispettare i requisiti della NIS2, ci si può avvalere dell’adozione di strumenti e modalità di formazione innovative:
- E-learning: piattaforme digitali per offrire corsi on-demand;
- workshop interattivi: per aumentare il coinvolgimento e l’applicazione pratica;
- materiali aggiornati regolarmente: Contenuti dinamici che tengano conto delle evoluzioni tecnologiche e delle nuove normative;
- gamification: Tecniche ludiche per rendere più coinvolgenti i temi complessi come la sicurezza informatica.
È importante poi che una azienda adotti metriche per misurare l’impatto della formazione sulla consapevolezza e sulle competenze del personale.
Gestione della documentazione: autenticità e protezione
La gestione delle informazioni documentate è un tema centrale sia per la ISO 9001 che per la NIS2. Quest’ultima richiede che l’accesso ai dati sia limitato in base al ruolo, con sistemi di autenticazione rigorosi. Secondo la NIS2, occorre garantire che le informazioni siano protette lungo tutto il loro ciclo di vita.
Un’azienda potrebbe adottare una politica di “accesso minimo necessario“, dove ogni dipendente può accedere solo alle informazioni indispensabili per svolgere il proprio ruolo. La protezione dei documenti può essere rafforzata con l’uso di software di crittografia e registri digitali per tracciare gli accessi.
Controllo dei fornitori: ridurre i rischi nella supply chain
La ISO 9001 e la NIS2 enfatizzano l’importanza di controllare la supply chain per evitare vulnerabilità derivanti da terze parti. Questo potrebbe prevedere audit regolari sui fornitori e la definizione di requisiti specifici nei contratti.
Prima di firmare un contratto, un’azienda può eseguire un audit del fornitore per verificare che abbia implementato misure di sicurezza adeguate, come l’autenticazione a più fattori o il backup regolare dei dati.
Indicazioni aggiuntive:
- creare una checklist per valutare i fornitori secondo criteri di sicurezza specifici;
- inserire clausole contrattuali che prevedano penali in caso di non conformità.
Audit interno e miglioramento continuo
Gli audit interni (requisito della ISO 9001) possono essere estesi per includere la valutazione delle misure di sicurezza informatica. Questo approccio aiuta a identificare lacune e a sviluppare azioni correttive mirate.
Un audit trimestrale potrebbe includere il controllo dell’efficacia delle misure di backup e la verifica delle configurazioni di rete. Inoltre, gli indicatori di performance relativi alla sicurezza informatica possono essere monitorati per rilevare eventuali anomalie.
La NIS2 stabilisce che le organizzazioni debbano monitorare costantemente l’efficacia delle proprie misure di gestione dei rischi.
Un futuro integrato
L’integrazione tra NIS2 e ISO 9001, per le aziende soggette al campo di applicazione della NIS 2, offre benefici significativi, come una maggiore efficienza operativa e una sicurezza potenziata. Le aziende che implementano un sistema integrato possono affrontare con successo le sfide di un panorama normativo e tecnologico in continua evoluzione.
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