Sanzioni per mancata formazione obbligatoria:

Sanzioni mancata formazione

Quanto costa risparmiare sulla formazione in materia di salute e sicurezza?

In questo articolo vediamo nel dettaglio quali sono le sanzioni principali che ci si può aspettare in caso di mancata formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza, con riferimenti normativi chiari, esempi concreti con calcolo dei potenziali costi e le criticità più comuni da evitare. 

Sanzioni mancata formazione

Tabella dei Contenuti

Formazione obbligatoria

Cosa prevede la normativa sulla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza?

L’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che ogni lavoratore deve ricevere una formazione:
• adeguata e sufficiente
• in relazione ai rischi effettivi connessi alle mansioni svolte
• secondo modalità, durata e contenuti stabiliti dagli Accordi Stato-Regioni

I principali obblighi formativi includono:

Disposizioni operative applicate ai corsi oggetto dell’Accordo Stato Regioni 59/2025

  • Formazione generale e specifica per tutti i lavoratori, secondo l’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 e l’ Accordo Stato Regioni 17/04/2025 (rischio basso, medio, alto)
  • Aggiornamenti periodici (in genere ogni 5 anni o in caso di modifiche normative, cambio mansione, introduzione nuove attrezzature)
  • Formazione per ruoli specifici, normata da articoli o norme dedicati:
    • Datore di Lavoro (art. 37 c.7 del D.Lgs. 81/2008 e Accordo Stato Regioni 17/04/2025)
    • Dirigenti (art. 37 c.7 del D.Lgs. 81/2008 e Accordo Stato Regioni 17/04/2025)
    • Preposti (art. 37 c.7 del D.Lgs. 81/2008 e Accordo Stato Regioni 17/04/2025)
    • RLS (art. 37 c.10 del D.Lgs. 81/2008 e Contrattazione Collettiva di settore)
    • Addetti al primo soccorso (art. 45 del D.Lgs. 81/2008 e DM 388/2003)
    • Addetti antincendio (art. 43 del D.Lgs. 81/2008 e DM 02/09/2021)
    • Addetti a macchine e attrezzature particolari (art. 73 del D.Lgs. 81/2008 e Accordo Stato Regioni 17/04/2025)
Formazione obbligatoria

Quanto può costare la mancata formazione? Le sanzioni previste

Le sanzioni per mancata formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza possono essere:

  • Sanzioni amministrative e penali (art. 55 D.Lgs. 81/08)
  • Mancata formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti
  • Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro

Maggiorazioni:

  • Violazione per più di 5 lavoratori → sanzioni raddoppiate
  • Violazione per più di 10 lavoratori → sanzioni triplicate
Formazione obbligatoria

 

Sanzioni aggiuntive (D.Lgs. 81/08 Allegato I, punto 3)

  • € 300 per ciascun lavoratore non formato o non addestrato
    Questa è una sanzione ulteriore e cumulativa rispetto a quelle sopra elencate.

 

Sospensione dell’attività (Art. 14 D.Lgs. 81/08 – aggiornato dalla Legge 215/2021)

La mancata formazione (ed addestramento) rientra tra le fattispecie per le quali è prevista la sospensione dell’attività lavorativa, secondo quanto previsto dall’art. 14 e dall’Allegato I del D.Lgs. 81/2008.

Profili di responsabilità 231 (D.Lgs. 231/2001)

La recente giurisprudenza ha mostrato come la mancata formazione possa comportare l’applicazione, oltre che delle sanzioni sopra indicate riferite a violazioni del D.Lgs. 81/2008, anche profili di responsabilità amministrativa dell’azienda in ottica 231, con conseguenti sanzioni pecuniarie ed interdittive: ad esempio, la sentenza Cassazione Penale, Sez.IV, 5 giugno 2024 n.22586 ha confermato la condanna di una società alla sanzione pecuniaria pari a 26.000 € e la sanzione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività per giorni dieci.

Il risparmio di tempo e denaro dedicato alla formazione risulta essere proprio l’elemento su cui poggia il riconoscimento dell’interesse/vantaggio a fondamento della condanna in ambito 231.

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Le criticità più comuni da evitare

Molte violazioni derivano non sempre da malafede, ma da disorganizzazione. Ecco gli errori più diffusi che possono portare -direttamente o come condotte prodromiche -al compimento del reato rilevante ai fini 231 ed alle  sanzioni di cui sopra:

  • Compiti affidati senza verifica delle competenze necessarie;
  • Formazione non erogata tempestivamente all’assunzione o al cambio mansione;
  • Formazione non aggiornata nei tempi previsti;
  • Individuazione di soggetti formatori non idonei
  • Sostituzione della formazione con momenti di informazione di durata e contenuti non coerenti con il dettato normativo
  • Formazione svolta in maniera generica e non calata su rischi, attrezzature, ecc. presenti in azienda;
  • Mancata tracciabilità archiviazione della documentazione comprovante i corsi svolti.

Le azioni delle ATS:

  • Controllo ex ante sulla documentazione;
  • Ispezioni in loco durante la formazione o le verifiche finali.Le ATS possono partecipare attivamente alle verifiche finali e porre domande ai discenti.
  • Verifiche ex post nelle aziende che hanno fruito della formazione;

Accesso alle piattaforme online (VCS/e-learning) tramite credenziali fornite dal soggetto formatore.

Consulenza dlgs231
Formazione obbligatoria accordo stato regioni

Come prevenire le sanzioni? Un approccio integrato

Ogni azienda dovrebbe adottare una gestione sistemica, ispirata ai principi dei sistemi di gestione (ISO 45001) e/o dei Modelli di Organizzazione e Gestione (D.Lgs. 231/2001):

  • Definire le competenze necessarie per ciascuna mansione in azienda;
  • Pianificare la formazione necessaria a far acquisire tali competenze;
  • Monitorare le scadenze della formazione già svolta;
  • Erogare di conseguenza la formazione necessaria, affidandosi ad Enti di Formazione qualificati;
  • Aggiornare i propri sistemi con la formazione svolta ed archiviare correttamente la documentazione
  • Definire le modalità di verifica dell’apprendimento e dell’efficacia della formazione svolta
Consulenti RES

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