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Regolamento FGAS (UE) 2024/573: tutto quello che devi sapere

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Il Regolamento (UE) 2024/573 è il nuovo regolamento europeo relativo ai gas fluorurati a effetto serra (FGAS). Pubblicato il 20 febbraio 2024 in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore l’11 marzo 2024. Questo regolamento rappresenta un aggiornamento significativo della normativa precedente, infatti sostituisce il precedente regolamento (UE) n. 517/2014 e modifica la direttiva (UE) 2019/1937, introducendo importanti cambiamenti nella gestione e nel controllo degli FGAS.  

Comprendere appieno le implicazioni del Regolamento FGAS 2024/573 è fondamentale per gli HSE Manager, in quanto assume un ruolo centrale nella gestione dei rischi associati all’utilizzo di questi gas e nella loro sostituzione con alternative più sostenibili. 

Cosa prevede il Regolamento UE sugli FGAS?

Il Regolamento (UE) 2024/573 è stato progettato con l’obiettivo primario di ridurre significativamente le emissioni di gas fluorurati ad alto potenziale di riscaldamento globale (GWP), noti per il loro elevato impatto sul cambiamento climatico, entro il 2050, incentivando l’utilizzo di gas refrigeranti naturali e a basso impatto climatico.

Tale obiettivo, si traduce in una serie di specifici traguardi principali, tra cui vi sono:

  • la riduzione delle emissioni di FGAS: stabilire limiti più stringenti sulle quantità di FGAS che possono essere immesse sul mercato, prevedere obblighi per operatori e manutentori nella gestione degli apparecchi contenenti fgas;
  • la promozione di innovazione e lo sviluppo di alternative ecologiche: incentivare l’uso di alternative con minore impatto ambientale e più sostenibili, come i refrigeranti naturali a basso impatto climatico;
  • il miglioramento della gestione dei rifiuti di FGAS: rafforzare le norme sulla raccolta e sul trattamento dei rifiuti contenenti FGAS, ci sono infatti degli obblighi di recupero e riciclaggio dei FGAS.

Sintetizzando gli obblighi nella gestione degli apparecchi FGAS, il nuovo Regolamento in materia FGAS, come anche l’abrogato Regolamento 517/2024, prevede:

  1. un sistema di certificazione e attestazione per quei soggetti che effettuano interventi di installazione, manutenzione, controllo perdite, riparazione, smantellamento e a tal proposito, in Italia il DPR 146/2018 ha istituito il Registro Telematico Nazionale, cui devono iscriversi;
  2. l’obbligo di effettuare il controllo perdite periodico da parte degli operatori secondo una frequenza dipendente dalla quantità di FGAS presente nell’apparecchio o a seguito di riparazioni. L’operatore deve avvalersi esclusivamente dei soggetti di cui al punto precedente;
  3. la tenuta di un registro dove annotare gli interventi effettuati sugli apparecchi, a meno che non sia presente nello Stato Membro una apposita piattaforma online: in Italia, il DPR 146/2018 ha istituito la Banca Dati FGAS. Chi effettua un intervento di installazione, manutenzione, controllo perdite, riparazione, smantellamento deve comunicarlo entro 30 giorni fornendo informazioni volte a identificare l’apparecchio (tipologia, modello, tipo e quantità di fgas presente, ecc.), l’operatore (nominativo e ubicazione), l’esecutore e la tipologia dell’intervento;
  4. l’obbligo di verifica da parte dell’operatore delle informazioni comunicate alla Banca Dati FGAS da parte di chi ha effettuato l’intervento.

Occorre sottolineare che alla violazione di questi obblighi il D. Lgs 163/2019 associa sanzioni sia per gli operatori che per coloro che svolgono gli interventi.

Regolamento UE sugli FGAS: quando si applica?

Il Regolamento (UE) 2024/573 si applica a partire dall’11 marzo 2024 con effetto immediato negli Stati Membri in quanto si tratta di un Regolamento e non è richiesto ai singoli Stati di recepirlo nel proprio ordinamento giuridico.

D’altra parte, sono previsti alcuni aspetti applicativi che devono essere normati da parte loro: tra questi troviamo quelli sopra citati relativi ai requisiti e alla certificazione/attestazione di chi effettua interventi su apparecchi o alla predisposizione di una Banca Dati FGAS nazionale.

Inoltre, il Regolamento introduce una serie di obblighi che si applicano in maniera graduale nel corso del tempo. Per esempio, quello relativo ai controlli perdite su alcune apparecchiature mobili legate a particolari mezzi di trasporto o al divieto di immissione sul mercato di apparecchi contenenti FGAS particolarmente impattanti.

Le novità introdotte dal Regolamento UE sugli FGAS

Per quanto riguarda i temi di concreto interesse per le aziende che gestiscono apparecchi contenenti FGAS, di seguito riassumiamo quali sono le novità introdotte dal Regolamento (UE) 2024/573 rispetto al Regolamento (UE) 517/2014:

  • certificazioni/attestazione di persone fisiche e giuridiche che effettuano interventi su apparecchi contenenti FGAS: non ci sono novità nell’immediato a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, ma occorre prestare attenzione a quelle già programmate e che riguardano: nuovi programmi di certificazione che l’Italia (come gli altri Stati Membri) dovrà predisporre entro un anno dall’entrata in vigore dei nuovi requisiti minimi formulati dalla Commissione Europea entro il 12 marzo 2026 (ciò non vuol dire che cesseranno di essere valide le certificazioni/attestazioni già rilasciate ma i loro possessori dovranno comunque seguire corsi di aggiornamento entro il 12 marzo 2029) e nuovi requisiti di certificazione/attestazione per i soggetti che effettueranno interventi di controllo perdite sulle unità di refrigerazione di veicoli leggeri frigoriferi, container intermodali, compresi i reefer, e vagoni ferroviari, nonché su apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore di veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, nelle miniere e in edilizia, treni, metropolitane, tram e aeromobili;
  • obbligo di controllo perdite: le novità applicabili nell’immediato riguardano l’estensione agli apparecchi che contengono ulteriori sostanze (elencate nell’allegato II sezione 1), che si aggiungono a quelle dell’Allegato I del nuovo Regolamento, identico a quello del precedente. Per queste nuove sostanze, la soglia che determina l’obbligo e le diverse frequenze è espressa in kg di sostanza presente e non in tCO2 equivalente.
    A partire dal 12 marzo 2027, l’obbligo di controllo perdite si estenderà anche alle unità di refrigerazione di veicoli leggeri frigoriferi, container intermodali, compresi i reefer, e vagoni ferroviari, nonché su apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore di veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, nelle miniere e in edilizia, treni, metropolitane, tram e aeromobili;
  • obbligo di comunicazione degli interventi alla Banca Dati Fgas: non ci sono novità;
  • obbligo di verifica da parte dell’operatore delle informazioni comunicate alla Banca Dati FGAS da parte di chi ha effettuato l’intervento: non ci sono novità.

Ulteriori interessanti novità riguardano le restrizioni circa le immissioni in commercio di apparecchi e di utilizzo di alcuni FGAS nelle attività di assistenza e manutenzione, che avverranno per gradi con una precisa cadenza temporale. In particolare, si segnalano:

  • dal 1° gennaio 2025 è vietato l’uso di FGAS con GWP pari o superiore a 2500 per l’assistenza o la manutenzione di tutte le apparecchiature di refrigerazione;
  • dal 1° gennaio 2025 è vietata l’immissione in commercio di apparecchiature di refrigerazione autonome, esclusi i refrigeratori (chillers), contenenti FGAS con GWP pari o superiore a 150, tranne se necessari per rispettare i requisiti di sicurezza nel sito di attività;
  • dal 1° gennaio 2026, è vietato l’uso di F-gas con GWP pari o superiore a 2500 per l’assistenza o la manutenzione delle apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore;
  • dal 1° gennaio 2027 è vietata l’immissione in commercio di apparecchiature di tipo split di condizionamento d’aria e pompe di calore di tipo split: includono i sistemi aria-acqua di tipo split di potenza nominale fino a 12 kW che contengono FGAS, o il cui funzionamento dipende da essi, con GWP pari o superiore a 150, tranne se necessari per rispettare i requisiti di sicurezza nel sito di attività;
  • dal 1° gennaio 2032, è vietato l’uso di FGAS con GWP pari o superiore a 750 per l’assistenza o la manutenzione di apparecchiature fisse di refrigerazione, ad eccezione dei chillers (refrigeratori).

 

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