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Reati ambientali e il Modello 231

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In un contesto sempre più sensibile alle tematiche ambientali, in un’epoca in cui l’opinione pubblica e gli stakeholders attribuiscono maggiore importanza ai fattori ESG, la sostenibilità e alla Responsabilità Sociale d’Impresa, la tutela dell’ambiente e il tema dei reati ambientali assume un ruolo centrale nel contesto aziendale.

Nell’ambito della responsabilità degli enti, il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto il Modello di Organizzazione, gestione e controllo, noto come Modello 231, al fine di prevenire e sanzionare reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso. Tra le molteplici tipologie di illeciti contemplati da questo strumento normativo, i reati ambientali emergono con particolare rilevanza, riflettendo l’urgente necessità di garantire uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ecosistema.

La gestione responsabile delle attività imprenditoriali, infatti, non riguarda solamente la conformità alle normative, ma si estende al livello etico delle decisioni aziendali. Il rispetto per l’ambiente non solo impatta direttamente sulla salute del pianeta, ma assume una valenza cruciale anche in termini di reputazione.

Cosa sono i reati ambientali o “ecoreati”

I reati ambientali, o “ecoreati”, sono violazioni delle leggi ambientali che comportano danni o rischi per l’ambiente, la salute umana e gli ecosistemi. Questi reati possono coinvolgere attività industriali, comportamenti negligenti o deliberati che causano inquinamento dell’aria, dell’acqua o del suolo, nonché danni alla biodiversità e al patrimonio naturalistico.

I reati ambientali possono assumere diverse forme, tra cui lo smaltimento illegale di rifiuti tossici, l’inquinamento delle acque, la deforestazione illegale, la caccia illegale di specie protette, la violazione delle normative sulla qualità dell’aria, e altro ancora. Tali violazioni possono essere commesse da singoli individui, imprese o Organizzazioni.

Le leggi ambientali sono progettate per proteggere e preservare l’ambiente, stabilendo regole e normative che disciplinano le attività umane e riducono l’impatto negativo sull’ecosistema. La violazione di queste norme può comportare anche l’applicazione di sanzioni penalmente rilevanti.

La consapevolezza dei reati ambientali è cresciuta notevolmente negli ultimi anni a livello globale, poiché sempre più individui e Organizzazioni riconoscono l’importanza di preservare l’ambiente per le generazioni future. La prevenzione e il contrasto dei reati ambientali sono diventati elementi chiave nella promozione della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa.

Quali sono i rischi di reato e le sanzioni previste?

I rischi di reato e le sanzioni previste per i reati ambientali dipendono dalle leggi e dalle normative specifiche di ciascun paese. Tuttavia, in generale, i reati ambientali possono comportare una serie di rischi e conseguenze legali, tra cui:

  1. Sanzioni Penali: in molti Paesi, i reati ambientali possono essere perseguiti penalmente, con la possibilità di condanne a pene detentive per coloro che violano le leggi ambientali in modo grave o intenzionale;
  2. Sanzioni Amministrative Pecuniarie: le autorità possono imporre sanzioni amministrative, anche di importi significativi, che variano a seconda della gravità del danno ambientale causato, a chi commette reati ambientali. alle imprese o agli individui che commettono reati ambientali;
  3. Responsabilità Civile: le parti danneggiate a causa di un reato ambientale possono intentare azioni legali per ottenere il risarcimento del danno subito. Le imprese possono essere obbligate a coprire i costi dei danni ambientali causati e a pagare compensazioni;
  4. Confisca dei profitti derivati dal reato commesso: in alcuni casi, le Autorità possono confiscare i profitti ottenuti illegalmente attraverso attività che hanno determinato un vantaggio per l’Organizzazione ed un danno per l’ambiente;
  5. Sospensione delle attività: le imprese coinvolte in reati ambientali possono essere soggette a misure cautelative, come la sospensione delle attività che causano danni all’ambiente, fino a quando non adottano misure correttive;
  6. Danni reputazionali: i reati ambientali possono danneggiare gravemente l’immagine e la reputazione di un’azienda o di un individuo. La consapevolezza pubblica e la percezione negativa possono influire sulla fiducia dei consumatori, degli investitori e degli altri stakeholder;
  7. Obblighi di Ripristino: in molti casi, coloro che commettono reati ambientali sono tenuti a ripristinare l’ambiente danneggiato o a prendere misure per mitigare gli impatti negativi delle loro azioni.

È fondamentale che le imprese e gli individui comprendano appieno le leggi ambientali del loro paese e adottino misure preventive per evitare reati ambientali. L’adozione di pratiche sostenibili e la conformità alle normative ambientali contribuiscono non solo alla tutela dell’ambiente ma anche a mitigare i rischi legali e reputazionali associati ai reati ambientali.

Come vengono trattati i reati ambientali nel Modello 231

Il Modello 231 prevede che le imprese e le Organizzazioni adottino misure di prevenzione volte a evitare la commissione di tali illeciti o, quantomeno, a ridurre al minimo possibile il rischio di compimento di tali condotte illecite. Le imprese, in attuazione del Modello 231, sono quindi tenute ad implementare ed attuare procedure e controlli volti a prevenire specifici reati, tra cui quelli di natura ambientale. Va da sé che l’adozione di un sistema di gestione ambientale (SGA) aiuta fortemente le organizzazioni a identificare, controllare e monitorare i loro impatti ambientali e quindi a limitare al minimo la possibilità di commissione di uno di questi reati.

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Le imprese possono essere ritenute responsabili ai sensi del D.Lgs. 231/2001 se i reati ambientali sono commessi nell’interesse o a vantaggio dell’azienda, e se non sono state adottate adeguate misure preventive e, ancora se il Modello 231 adottato è stato fraudolentemente aggirato. La responsabilità può derivare da azioni o omissioni di dipendenti, collaboratori, o persino di terze parti operanti per conto dell’azienda.

Per mitigare il rischio di responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001, le imprese devono adottare una serie di misure preventive, tra cui la definizione di politiche aziendali idonee alla prevenzione dei reati ambientali, la formazione specifica del personale, la definizione di procedure e controlli specifici per prevenire i reati, e la designazione di organi interni di vigilanza. L’implementazione efficace di tali misure può aiutare le imprese ad adottare un idoneo sistema di prevenzione dei reati, inclusi quelli di natura ambientale, così come previsto dal D.Lgs. 231/2001.

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I controlli da attuare per evitare le sanzioni

Per evitare sanzioni ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e mitigare i rischi associati ai reati ambientali, le Organizzazioni possono adottare una serie di controlli e misure preventive. Ecco alcune strategie chiave:

  • Analisi del Rischio: le Organizzazioni dovrebbero condurre un’analisi dettagliata dei rischi, identificando e valutando le potenziali vulnerabilità ai reati ambientali. Questo processo consente di comprendere meglio le aree a rischio e di sviluppare misure preventive mirate;
  • Politiche e Codici di Condotta: la definizione e l’implementazione di politiche e codici di condotta che possano contribuire a stabilire gli standard di comportamento attesi all’interno dell’Organizzazione. Questi documenti devono includere disposizioni specifiche sulla conformità alle normative ambientali e sulla prevenzione dei reati correlati;
  • Responsabilità delle Parti Interne: assegnare chiaramente responsabilità specifiche all’interno dell’Organizzazione per la gestione ambientale e la conformità normativa. Questo può includere la nomina di un responsabile ambientale o di un comitato dedicato.
  • Formazione e Consapevolezza: fornire formazione continua ai dipendenti riguardo alle normative ambientali, ai rischi connessi ai reati ambientali e alle procedure interne per la prevenzione. La consapevolezza del personale è fondamentale per garantire un comportamento etico e rispettoso dell’ambiente;
  • Sistema di Gestione Ambientale (SGA): implementare un Sistema di Gestione Ambientale possibilmente ispirato alle best practice esistenti, come ad esempio la norma ISO 14001. Questo sistema fornisce una struttura per la gestione ambientale, l’identificazione dei rischi e la definizione di procedure e strumenti di controllo per prevenirli;
  • Controllo Interno e Audit: effettuare controlli interni regolari e audit per verificare la conformità alle politiche, ai codici di condotta e alle procedure aziendali. Questi audit possono individuare potenziali criticità e consentire la correzione tempestiva di eventuali violazioni;

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Verifica delle conformità e non conformità in essere rispetto alle politiche, ai codici di condotta e alle procedure aziendali.

  • Sorveglianza e Monitoraggio Ambientale: implementare sistemi di sorveglianza e monitoraggio ambientale per identificare tempestivamente eventuali deviazioni rispetto agli standard ambientali e alle procedure interne;
  • Canali di Segnalazione Interni (Whistleblowing): creare canali di segnalazione interni affinché i dipendenti possano segnalare in modo anonimo comportamenti scorretti o violazioni delle normative ambientali senza timore di ritorsioni;
  • Aggiornamento Continuo: mantenere le politiche, le procedure e i piani di gestione ambientale aggiornati in risposta ai cambiamenti normativi e alle nuove sfide ambientali.

L’implementazione di questi controlli non solo contribuisce a evitare sanzioni legali, ma dimostra anche un impegno concreto verso la sostenibilità e la responsabilità ambientale, migliorando l’immagine aziendale e la fiducia degli stakeholder.

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Esenzione della responsabilità penale: la UNI ISO 14001

La norma UNI EN ISO 14001, fornisce un riferimento internazionale per l’implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) all’interno delle Organizzazioni.

Benché la ISO 14001 sia finalizzata a guidare le Organizzazioni verso la gestione sostenibile dell’ambiente, è importante sottolineare che la sua adozione non comporta l’esenzione automatica dalla responsabilità 231 in caso di reati ambientali. La norma mira a promuovere le buone pratiche ambientali, consentendo alle Organizzazioni di identificare, monitorare e migliorare il loro impatto sull’ambiente.

L’implementazione della ISO 14001 – oltre a facilitare un approccio sistematico e non occasionale alla gestione della compliance ambientale – può, tuttavia, fungere da elemento probatorio a favore di un’organizzazione in caso di procedimenti legali, dimostrando che l’azienda ha adottato misure preventive e ha operato secondo i migliori standard ambientali esistenti e  riconosciuti.

La norma, quindi, rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione efficace dell’impatto ambientale, contribuendo a mitigare i rischi di reati ambientali e a stabilire una base solida per la conformità normativa.

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