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Normativa ATEX (CEI EN 60079-10-1 2021): classificazione delle aree a rischio di esplosione 

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La sicurezza nei luoghi di lavoro con atmosfere esplosive è caratterizzata dalla presenza di una normativa tecnica molto dettagliata, fondamentale per tutelare la sicurezza del personale. Per garantire la conformità, a supporto delle aziende che devono valutare i rischi da esplosione, interviene la normativa ATEX, quale punto di riferimento imprescindibile che offre un quadro dettagliato per la classificazione delle zone a rischio esplosione.

Dal 23 gennaio 2024, la norma CEI EN 60079-10-1 Edizione 2021, relativa alla classificazione dei luoghi con presenza di atmosfere esplosive per la presenza di gas, ha abrogato definitivamente l’Edizione 2016.

Con l’aggiornamento normativo, è necessario comprendere i cambiamenti riguardanti la classificazione delle aree a rischio di esplosione, verificando che rimangano adeguate le misure di prevenzione e protezione conseguentemente adottate per ciascuna area.

Cosa significa ATEX?

ATEX è l’acronimo di “ATmosphères EXplosibles“. Le atmosfere esplosive possono generarsi in svariati contesti lavorativi, come industrie chimiche, petrolifere, magazzini di materiali combustibili, ma anche semplicemente in tutte le realtà in cui è presente una centrale termica o un locale di ricarica batterie per mezzi di movimentazione merci. La presenza di gas, vapori o polveri infiammabili in concentrazioni adeguate, innescata da una scintilla o da un’altra fonte di calore, può provocare esplosioni con conseguenze gravissime per i lavoratori e per l’ambiente circostante.

Le norme ATEX nascono proprio dall’esigenza di prevenire tali eventi, definendo criteri rigorosi per la classificazione delle zone a rischio di esplosione. Tale classificazione permette di individuare le aree in cui è necessario adottare misure di sicurezza specifiche, come l’utilizzo di attrezzature certificate ATEX e l’applicazione di procedure di lavoro adeguate.

Dove si applica la nuova normativa ATEX CEI EN 60079-10-1?

La normativa si applica ai luoghi in cui vi può essere il pericolo di accensione dovuto alla presenza di gas o vapori infiammabili, miscelati in aria in condizioni atmosferiche normali.

La normativa non si applica a:

  • miniere con possibile presenza di grisou;
  • luoghi di trattamento e produzione di esplosivi;
  • guasti catastrofici o rari malfunzionamenti non compresi nel concetto di normalità trattato in questa norma;
  • locali adibiti ad uso medico;
  • ambienti domestici;
  • luoghi dove il pericolo può manifestarsi per la presenza di polveri o fibre combustibili, ma i principi della Norma possono essere usati per valutazioni con presenza di miscele ibride (si veda inoltre la Norma CEI EN 60079-10-2).

Cosa ha introdotto la CEI EN 60079-10-1 Edizione 2021?

Le novità sono molte e di dettaglio tecnico, tutte improntate ad una migliore e più accurata ricerca dell’estensione delle zone di pericolo e della loro classificazione, ad esempio:

  • eliminazione dall’esclusione del campo di applicazione delle applicazioni commerciali ed industriali per utilizzo di gas a bassa pressione;
  • eliminazione di fattori di sicurezza k da alcuni grafici;
  • revisione ed eliminazione di varie equazioni di calcolo.

Inoltre, la normativa ATEX descrive nell’allegato D (che sostituisce la metodologia descritta nella guida CEI 31-35), la stima delle zone pericolose, per facilitare la corretta scelta, installazione e funzionamento delle apparecchiature da usare in determinati ambienti.

La classificazione tiene conto anche delle caratteristiche di accensione, con due obiettivi principali:

  1. la determinazione del tipo di qualsiasi zona pericolosa;
  2. l’estensione della zona.

Nel determinare dove può verificarsi un rilascio di gas, la probabilità e la durata di emissione dovrebbero essere valutate, in base al grado di emissione.

Sono infatti individuati tre gradi di emissione della sorgente:

  • Grado di emissione continuo: emissione continua oppure che è prevista avvenire frequentemente o per lunghi periodi.
  • Grado di emissione primo: emissione che può essere prevista avvenire periodicamente oppure occasionalmente durante il funzionamento normale.
  • Grado di emissione secondo: emissione che non è prevista avvenire nel funzionamento normale e, se essa avviene, è probabile accada solo poco frequentemente e per brevi periodi.

Cosa devono fare le Organizzazioni?

Attraverso il servizio di prevenzione e protezione (SPP) o un tecnico esterno specializzato, le Organizzazioni, che operano in ambienti con atmosfere esplosive devono verificare che:

  • le proprie aree a rischio di esplosione siano riviste in funzione degli aggiornamenti introdotti con la nuova norma, sia come estensione che come classificazione delle aree;
  • sia modificato di conseguenza il documento contro le esplosioni (documento di gestione del rischio derivante da atmosfere esplosive);
  • sia aggiornato il piano di gestione delle emergenze;
  • sia svolta la formazione ai lavoratori sulla modifica delle aree a rischio esplosione.

È chiara la necessità di effettuare regolarmente la manutenzione e il controllo delle attrezzature ATEX in conformità alle istruzioni del fabbricante, di verificare il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza e di tenere i registri di manutenzione e controllo.

Cosa può fare per te Gruppo RES?

  1. nella individuazione e classificazione delle aree a rischio di esplosione; 
  2. nella redazione del documento contro le esplosioni (documento di gestione del rischio derivante da atmosfere esplosive);
  3. nella redazione del piano di gestione delle emergenze;
  4. nella formazione ai lavoratori sulla modifica delle aree a rischio esplosione.
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