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Disinformazione e AI: la minaccia silenziosa che erode la fiducia aziendale

Disinformazione_AI

L’intelligenza artificiale (AI) irrompe nel mondo aziendale, aprendo un ventaglio di possibilità: ottimizzazione dei processi, analisi predittive, chatbot intelligenti, etc. Nonostante i loro numerosi vantaggi, i sistemi basati sull’intelligenza artificiale sollevano una serie di questioni etiche e pongono nuovi rischi.  

Le preoccupazioni sollevate però dalla comunità di esperti includono la mancanza di equità algoritmica (che porta a pratiche discriminatorie come pregiudizi razziali e di genere), la personalizzazione dei contenuti con conseguente cecità parziale delle informazioni, la violazione della privacy degli utenti, la potenziale manipolazione degli utenti o la violazione di video e manipolazione audio senza il consenso dell’individuo. 

Vogliamo soffermarci nello specifico sull’insidia nascosta di questa rivoluzione: la disinformazione. 

Come l’AI può generare disinformazione

  • Bias algoritmici: i modelli di AI apprendono da dati preesistenti, spesso intrisi di pregiudizi inconsci. Se non correttamente controllati, questi bias si amplificano, generando informazioni distorte che discriminano o favoriscono determinati gruppi.
  • Generazione di contenuti sintetici: l’AI può creare immagini, video e audio realistici ma completamente falsi. Questi “deepfake” possono essere usati per diffondere fake news, danneggiare la reputazione di un’azienda, influenzare il sentiment del mercato, ingannare le persone.
  • Targeting algoritmico: l’AI può essere utilizzata per identificare e indirizzare specificamente gli utenti con contenuti di disinformazione, sfruttando le loro vulnerabilità e i loro pregiudizi.
  • Mancanza di trasparenza: spesso le aziende non sono trasparenti su come utilizzano l’AI. Questo rende difficile per i cittadini comprendere come i loro dati vengono trattati e quali sono le implicazioni etiche dell’utilizzo di questa tecnologia.

L’AI può essere quindi utilizzata per creare, diffondere e amplificare la disinformazione. 

Esempi di disinformazione con AI in contesti aziendali

  • Un’azienda utilizza un chatbot AI per il servizio clienti. Il chatbot, basandosi su dati non correttamente filtrati, fornisce informazioni errate o discriminatorie ai clienti. 
  • Un algoritmo di AI per le assunzioni discrimina involontariamente candidati di determinate etnie o generi. 
  • Un deepfake viene utilizzato per impersonare un CEO e diffondere false informazioni su un’azienda, causando un crollo del valore delle azioni. 

Quali sono le conseguenze?

La disinformazione generata dall’AI può avere conseguenze devastanti per le aziende: 

  • danneggiamento della reputazione;
  • perdita di fiducia da parte dei clienti e dei dipendenti;
  • decisioni aziendali basate su dati errati;
  • problemi legali e sanzioni.

Come difendersi?

Le aziende che utilizzano l’AI devono: 

  • assicurare la trasparenza sull’utilizzo di questa tecnologia;
  • implementare sistemi per la rilevazione e la rimozione di contenuti dannosi;
  • educare il personale sui rischi della disinformazione AI;
  • promuovere una cultura aziendale di etica e responsabilità.

L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità eccezionale per le aziende, ma è fondamentale utilizzarla in modo responsabile e consapevole. Combattere la disinformazione è un passo fondamentale per costruire un futuro digitale basato sulla fiducia e sull’integrità. 

Uno strumento per implementare, monitorare e migliorare l’utilizzo di sistemi basati sull’intelligenza artificiale è la norma ISO 42001 

AI contro la disinformazione

Sebbene l’intelligenza artificiale possa essere usata per amplificare la disinformazione online, può anche essere lo strumento efficace per contrastarla. Un paradosso? 

Pensiamo al fast-checking: tecnica basata principalmente sull’intervento umano manuale per verificare la veridicità delle informazioni.

Poiché il volume della disinformazione continua a crescere, il controllo manuale dei fatti è sempre più giudicato inefficace e inefficiente per valutare ogni informazione che appare online. Nell’ambito delle operazioni informative, le soluzioni di intelligenza artificiale si sono rivelate particolarmente efficaci nel rilevare e rimuovere contenuti online illegali, dubbi e indesiderabili. Le tecniche di intelligenza artificiale hanno avuto successo anche nello screening e nell’identificazione di account bot falsi. 

Molti fornitori di servizi Internet si affidano ad algoritmi di apprendimento automatico per eliminare i troll, individuare e rimuovere account bot falsi e identificare in modo proattivo i contenuti sensibili.  

Quindi usata eticamente e responsabilmente, l’AI può fornire una soluzione potente, scalabile ed economicamente vantaggiosa per prevenire la distorsione delle informazioni online, attraverso il rilevamento e la rimozione automatizzati di contenuti falsi. 

In conclusione

L’etica dell’AI è un tema urgente che richiede un impegno da parte di aziende, governi e cittadini. Solo attraverso un’azione collettiva possiamo sfruttare il potenziale dell’AI senza soccombere ai suoi pericoli. 

  • Le aziende dovrebbero investire nella formazione del personale per educare i dipendenti a riconoscere e contrastare la disinformazione. 
  • È fondamentale sviluppare standard etici per l’utilizzo dell’AI che garantiscano la trasparenza, la responsabilità e l’equità. 
  • La collaborazione tra diverse discipline, come l’informatica, l’etica e la sociologia, è fondamentale per affrontare le sfide complesse della disinformazione AI. 

L’intelligenza artificiale può essere un potente strumento per il bene, ma solo se la usiamo con saggezza e responsabilità. 

Cosa possiamo fare per te?

Formazione e Consulenza sulla norma ISO 42001 e sull’AI ACT.

Supportiamo la tua Organizzazione ad approcciare in modo responsabile l’AI per massimizzare i benefici dell’AI, mitigando i potenziali danni.

Il metodo: le fasi della consulenza

La consulenza offerta da Gruppo RES si basa sui seguenti servizi:

Risk Assessment e Gap Analysis

finalizzate all’individuazione delle situazioni di utilizzo dell’intelligenza artificiale più esposte ai rischi.

Implementazione Sistema di Gestione ISO 42001

affiancamento in tutte le fasi del percorso di certificazione ISO 42001: dalla verifica iniziale circa i requisiti previsti dallo standard, all’analisi ed engineering dei processi; dall’elaborazione della documentazione di sistema e all’implementazione dello stesso, fino all’individuazione e gestione dei contatti con l’Ente di Certificazione.

Monitoraggio e Mantenimento

mediante audit interni periodici, aggiornamento della documentazione, help desk, aggiornamento legislativo, riesame della direzione assistito.

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