Certificazione 231 e nuove responsabilità d'Impresa
Il sistema di responsabilità amministrativa degli enti, introdotto dal D.Lgs 8 giugno 2001, n. 231, imputa la responsabilità alle persone giuridiche in caso di commissione di specifici reati-presupposto. L’adozione e l’efficace attuazione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) rappresentano lo strumento esimente principale previsto dagli artt. 6 e 7 del decreto. In materia di sicurezza sul lavoro, l’art. 30 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 stabilisce una presunzione di conformità per i modelli definiti in linea con le Linee guida UNI-INAIL o con il British Standard OHSAS 18001:2007.
Una recente e fondamentale sentenza della Corte di cassazione penale, IV sezione, datata 1 settembre 2025, n. 30039, ha fornito nuovi elementi e prospettive in merito al valore della certificazione di tali modelli ai fini dell’esclusione della responsabilità d’impresa.
Tabella dei Contenuti
I Principi Fondamentali della Legge
La sentenza del 1 settembre 2025, n. 30039, trae origine da un grave infortunio mortale avvenuto in un cantiere industriale, causato dal crollo di una catasta di tubi di acciaio di grandi dimensioni (circa 8 tonnellate ciascuno) dovuto all’instabilità e all’inadeguatezza della valutazione dei rischi specifici.
Tra i soggetti coinvolti nel procedimento penale, particolare rilievo avevano due imprese, inclusa una società di consulenza, che avevano adottato Modelli Organizzativi certificati secondo standard internazionali, come l’OHSAS 18001:2007. Sebbene l’OHSAS 18001:2007 sia oggi formalmente ritirato e sostituito dalla norma ISO 45001:2018, all’epoca dei fatti (o comunque del giudizio) la sua presunzione di conformità era centrale.
I giudici di merito, in precedenza, avevano svalutato tale adozione, affermando che “poco conta (…) che il modello di organizzazione fosse basato sullo standard OHSAS 18001:2007 e fosse stato certificato”, privando di conseguenza la certificazione di qualsiasi effetto esimente. La Suprema Corte ha ritenuto tale decisione erronea, chiarendo che non si può ignorare la volontà del legislatore che ha previsto la presunzione ex art. 30 D.Lgs 81/2008.
Nonostante il processo penale sia governato dal principio del libero convincimento del giudice, la Cassazione ha stabilito che l’esistenza di un modello certificato secondo standard internazionali riconosciuti costituisce un elemento probatorio che deve essere superato.
Il riconoscimento del valore della certificazione del MOG è subordinato all’accertamento della sua effettiva e concreta applicazione. La presunzione può essere vinta solo se emerge una compiuta dimostrazione dell’inadeguatezza sostanziale del sistema organizzativo adottato, cioè se il modello, pur formalmente adottato, non sia stato concretamente ed efficacemente attuato, come richiesto dal comma 1 dell’art. 30 D.Lgs 81/2008.
Connessione alla Normativa e al Contesto Europeo
La sentenza ha messo in luce una distinzione cruciale tra la funzione del MOG e gli strumenti operativi di sicurezza. La giurisprudenza ha finalmente riconosciuto che “il modello organizzativo ex D.Lgs 231/2001 ha una funzione di governance e di controllo dei processi decisionali, non di dettaglio tecnico-operativo”.
Lo scopo del MOG è assicurare che le decisioni operative vengano assunte secondo criteri di legalità e nel rispetto dei flussi informativi e di controllo predefiniti. Per questa ragione, le procedure contenute nel MOG devono avere un carattere necessariamente generale e sistematico. Il modello deve prevedere un sistema di controllo sull’attuazione e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate, andando oltre la mera definizione formale di procedure.
Critiche rivolte al modello per la sua formulazione generica equivalgono a rimproverare al MOG la sua essenza e la sua ragion d’essere. Un modello organizzativo che scendesse nel dettaglio tecnico operativo specifico non solo eccederebbe le proprie funzioni, ma risulterebbe inadeguato proprio sotto il profilo sistematico e organizzativo. L’individuazione del dettaglio tecnico operativo specifico è invece demandata ai documenti di valutazione dei rischi, alle istruzioni operative e alle procedure tecniche di dettaglio, che sono strumenti complementari e distinti.
Un esempio di come il MOG incarni perfettamente il suo spirito è il generale divieto sancito per i lavoratori “di svolgere un lavoro che non sia stato oggetto di valutazione dei rischi”, lasciando alle procedure operative l’individuazione delle modalità di controllo
ISO e Sistemi di Gestione a Supporto dell’IA Responsabile
La decisione della Corte di Cassazione Penale n. 30039 costituisce un’indicazione fondamentale, non solo per le aule di tribunale, ma soprattutto per le aziende e i redattori dei modelli organizzativi. La Cassazione ha riconosciuto che l’esistenza di un modello organizzativo certificato secondo standard internazionali, come l’OHSAS 18001:2007 (che all’epoca dei fatti forniva una presunzione di conformità, pur essendo oggi sostituita dalla norma ISO 45001:2018), costituisce un elemento probatorio di rilievo.
Questa presunzione di conformità deriva dall’art. 30 del D.Lgs 81/2008, che stabilisce che i modelli definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL o all’OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di legge.
Tuttavia, nel contesto del processo penale, governato dal principio del libero convincimento del giudice, la certificazione non ha un valore esimente automatico. La sentenza chiarisce che il valore della certificazione è subordinato all’accertamento della sua effettiva e concreta applicazione. La presunzione può essere vinta solo se emerge una compiuta dimostrazione dell’inadeguatezza sostanziale del sistema adottato, cioè se il modello, pur formalmente certificato, non sia stato efficacemente attuato, come richiesto dal comma 1 dell’art. 30 D.Lgs 81/2008.
Essa chiarisce, inoltre, che il MOG deve focalizzarsi sulla governance e sul controllo dei processi decisionali, lasciando i dettagli tecnico-operativi ad altri strumenti come i documenti di valutazione dei rischi. Gli estensori dei modelli devono, pertanto, concentrarsi sulla creazione di un sistema di controllo generale e sistematico che garantisca l’efficace attuazione delle misure preventive, riaffermando il ruolo significativo della certificazione, purché il modello sia non solo adottato formalmente, ma anche efficacemente attuato